Home Primo Piano Calcio, Serie C. Il sogno dell’Avellino sfuma ma si è pronti a ripartire.

Calcio, Serie C. Il sogno dell’Avellino sfuma ma si è pronti a ripartire.

di Lucio Ianniciello

Il sogno Serie B si è interrotto contro il Padova in semifinale

Per i ragazzi di mister Braglia il rimpianto di non aver potuto disputare un match così importante al meglio delle possibilità. Due giocatori come Ciancio ma soprattutto Carriero non si regalano a cuor leggero. Nell’arena del Partenio Lombardi l’ex Monopoli sarebbe stato importante con i suoi strappi, la sua quantità, il suo agonismo.

Con Ciancio, calciatore di grande esperienza, il settore di destra è stato depotenziato. Rizzo e Adamo li hanno rimpiazzati, si sono battuti ma non è stata la stessa cosa. I rientri dalle squalifiche di Aloi, Forte, Illanes e lo stesso Adamo non sono bastate. Difficile bucare la retroguardia padovana, l’Avellino ci ha provato nella ripresa dopo che nel primo tempo, subito il gol al 27′ ad opera di Della Latta, è rimasto in piedi grazie ad un paio di interventi di Forte che si è ripetuto su un titubante Chirico’ appena rientrati in campo.

Il Padova si è dimostrato solido, con un organico profondo e di qualità, pronto a dare battaglia, in un campo molto difficile. Le mosse di mister Braglia sono state giuste, mirate, ha fatto ricorso anche ad Errico e il ragazzo non ha demeritato. Proprio un suo tentativo, da buona posizione, é stato murato. Tant’è, vanno solo applauditi i lupi per un campionato positivo. I 1000 presenti non hanno esitato a tributarli, giusto riconoscimento.

L’Avellino é stato costruito ex novo in estate se si escludono le conferme di Marco Silvestri e capitan Giuliano Laezza, quest’ultimo ha un pratica saltato l’intera stagione rientrando nella decisiva fase finale. La politica è stata quella di creare un patrimonio tecnico che potesse costituire una base importante, pochi i prestiti.

Per la prossima stagione si potrà programmare, la proprietà è solida, entusiasta e con un progetto. Il campionato che è appena trascorso non può che essere un bagaglio importante, per fare in modo che si possa alzare ulteriormente l’asticella. Linfa vitale per i tifosi che si sono sentiti rappresentati al meglio da un team battagliero, proprio come la storia e la maglia richiedono.

Il Covid è stato deleterio, l’Avellino ne ha pagate le conseguenze ma non si è piegato. Inizio folgorante, calo di rendimento per i motivi di cui sopra e marce di nuovo altissime per un secondo posto che sembrava sicuro e invece dopo la vittoria contro il Bari è stato gettato alle ortiche. Poco male, da terzo il club biancoverde ha disputato ottimi play off. La benzina è finita sul più bello ma il serbatoio padovano era più capiente.

Il direttore Di Somma conosce il campionato e lo ha dimostrato scovando giocatori di categoria quali D’Angelo, Miceli, Luigi Silvestri, Tito, Ciancio, Forte, Aloi, Dossena. Il colpo ad effetto Maniero, nel mercato di gennaio sono state scelti due giocatori che si sono rivelati delle vere colonne come Illanes e Carriero. Giovani interessanti, un po’ di rammarico per Errico, infortuni ed altro. Qualcuno non ha reso al meglio ma nel complesso il giudizio è molto positivo.

Nessuna primadonna, un tecnico pratico e che stava per compiere un miracolo. Il futuro già bussa alle porte, l’Avellino è pronto a riprovarci.

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