Home Il Pensiero del Giorno L’inferno del carcere: andata e ritorno

L’inferno del carcere: andata e ritorno

di Giuseppe Solimine

Uomini contro Uomini

Le ultime vicende sulle carceri hanno portato alla ribalta delle cronache giudiziarie gli incresciosi episodi, a cui sono stati sottoposti i detenuti, del carcere di Santa Maria Capua Vetere. Tali cronache hanno messo in evidenza la grave situazione in cui vive il mondo carcerario.

Carcere: una parola che fa paura, porta con sé un mondo di sofferenze, di storie e di paure al limite dell’immaginazione. Il sistema carcerario non funziona, sia i detenuti che la polizia penitenziaria sono vittime di una tensione che si nasconde sotto la cenere. La politica ha dimostrato il proprio disinteresse, sia nei confronti degli operatori che dei detenuti.

Questo fenomeno, che oggi viene sbattuto in prima pagina, è solo la punta di un disagio che proviene da lontano. Le carceri sono un luogo di espiazione della pena ma dovrebbero essere anche un luogo di riabilitazione sociale… la triste realtà è un’altra.

Gli episodi avvenuti in questi giorni nel carcere di Santa Maria rappresentano un episodio terminale di un malessere molto più grande. Il sistema carcerario è inadeguato, sia per il detenuto che per la polizia penitenziaria; la violenza è dà condannare, sempre.

La domanda

Come agire per far sì che questi episodi non si manifestino in futuro? Le carceri debbono evolversi a livello strutturale ma soprattutto a livello umano. Gli strumenti a disposizione della struttura amministrativa penitenziaria debbono puntare ad una maggiore umanità all’interno del carcere che possa coinvolgere l’intera popolazione carceraria.

Occorre ridare dignità umana e professionale a tutti coloro, che a diverso titolo, appartengono al luogo di detenzione. Che questo increscioso episodio rappresenti l’occasione per ripensare il carcere, migliorando la qualità della vita all’interno delle mura dei penitenziari.

“L’eterna lotta tra bene e male… tra buoni e cattivi… non bisogna mai avere la presunzione di essere buoni, dando per scontato che gli altri sono cattivi. A volte è la vita che decide il destino di ognuno di noi”

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