Home In evidenza UNISA. In arrivo nuove misure didattiche . Si torna in presenza

UNISA. In arrivo nuove misure didattiche . Si torna in presenza

di Alfonso Pelosi

In una nota rettorale, uno dei capi dispone:
“Tutte le attività didattiche si svolgeranno esclusivamente in presenza. La Didattica a distanza sarà garantita esclusivamente:
1. Agli studenti positivi che abbiano segnalato ed attestato la loro condizione al Direttore del proprio Dipartimento e sulla piattaforma COVID di Ateneo;
2. In caso di superamento della capienza nominale dell’aula e solo per gli studenti in sovrannumero;
3. Nel caso di positività del docente titolare dell’insegnamento.

Dopo circa 2 anni e mezzo in cui gli studenti e i docenti hanno dovuto adattarsi alle nuove misure e modalità di insegnamento, nel giro di 2 settimane il rettorato dell’università degli studi di salerno, ha prontamente deciso di far ritornare tutto alla normalità.
Per quanto questa scelta possa essere sinonimo di rinascita e lotta contro il tremendo virus, le modalità e il repentino ritorno alla normalità hanno lasciato dei punti interrogativi aperti su alcune vicende.

In primo luogo la DAD, strumento fortemente criticato, ma che, dopo il suo intervento, ha fatto sì che migliaia di studenti fuorisede potessero comodamente seguire da casa e risparmiare economicamente e psicologicamente energie.
Gli stessi fuorisede che si vedono ora costretti a dover seguire, per un solo semestre, in presenza.
Caricarsi lo zaino sulle spalle e, nel giro di 2 settimane, andare alla disperata ricerca di qualche casa in affitto, per poter seguire i corsi in presenza.

In secondo luogo i riscontri positivi e le opportunità stesse che la DAD avrebbe offerto se fosse rimasta attiva coadiuvando l’attività in presenza con una modalità mista.
Soggetti fragili, con difficoltà, fuorisede avrebbero usufruito di un servizio aggiuntivo che non avrebbe fatto altro che aiutare l’insegnamento e la interconnessione tra docente/studente.

Il ritorno al medioevo didattico con le lavagne e i gessetti è il più fulgido esempio di come l’Italia, non riesca a stare al passo con il resto del mondo, di come non vi è il giusto equilibrio tra innovazione e tradizione e di come ci vorrà tanto tempo affinchè qualcosa migliori

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