Home In evidenza Enoturismo. Acone: “l’Irpinia ha bisogno di promozione”

Enoturismo. Acone: “l’Irpinia ha bisogno di promozione”

di Angela Pasquariello

Sabato 28 maggio e mercoledì 15 giugno, alle ore 10:30 a Montefalcione (Av) si svolgeranno il terzo e quarto (ed ultimo) incontro formativo del “Laboratorio di promozione territoriale”, realizzati con Città del Vino e l’Università del Molise.

Per l’occasione, abbiamo intervistato l’ideatore del progetto Teobaldo Acone, Ambasciatore di Città del Vino, impegnato attivamente per la promozione e la valorizzazione del territorio.

Teobaldo Acone – Ambasciatore di Città del Vino

Acone come nasce l’iniziativa?
«Il laboratorio per la promozione del territorio vitivinicolo in Irpinia nasce da una mia idea, insieme a Città del vino, Università del Molise e l’allora sindaco di Montefalcione Belli; nasce dal fatto che in Irpinia, come in Campania, per poter partire con l’enoturismo, e quindi con la promozione del territorio vitivinicolo, bisogna che si facciano tre investimenti: formazione, promozione e comunicazione, che in questo momento mancano. Ecco perché ho creato questo laboratorio.
C’è voluto un po’ di tempo, c’è stata la pandemia che ci ha bloccati, poi siamo partiti. Sono quattro corsi, dobbiamo fare ora il terzo e il quarto, rispettivamente il 28 maggio e il 15 giugno al quale verrà anche Donatella Cinelli Colombini. Sono dei corsi di primo avvicinamento alla formazione della promozione del territorio, poi, si passerà alla pratica».

In cosa consiste la pratica?

«Abbiamo coinvolto tutte le otto cantine di Montefalcione ed il Comune, faremo anche un portale, una piattaforma dove metteremo le cantine, il territorio e la storia di Montefalcione per poterlo promuovere. Quindi, dopo la quarta lezione, andremo a lavorare insieme con le cantine, a fare degli incontri di degustazione, degli itinerari all’interno di Montefalcione. Questa vuole essere una prova che, se va in porto, poi si allargherà nella intera provincia di Avellino.»

Che potenzialità ha l’Irpinia nel settore del turismo enogastronomico?
«C’è senz’altro una certa potenzialità, però questa potenzialità è nascosta, non si vede, perché le istituzioni locali (Provincia, Regione, Comuni) non hanno ancora acquisito la giusta mentalità. Inoltre, il laboratorio non è stato fatto solo per le cantine, ma per l’intero territorio; per le Pro Loco, per i sindaci che devono fare sistema. È questo quello che manca in Irpinia, come in Campania: non c’è il sistema. Se il consorzio non funziona come deve, ci sono dei grossi problemi.»

Cosa spera che venga fuori da questi incontri?
«Speriamo che il territorio delle tre DOCG (Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Taurasi) e specialmente le cantine incomincino a riflettere, a fare qualcosa. Ad esempio, quando vanno al Vinitaly le cantine dovrebbero portare anche il territorio. Speriamo capiscano che quello che manca in Irpinia è la promozione del territorio vitivinicolo.»

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