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Napoli. Furti di marmitte sempre più diffusi

di Angela Pasquariello

Una volta c’erano i furti di autoradio, poi il crimine si è rivolto agli pneumatici. Negli ultimi anni non è raro, passeggiando per le città italiane vedere automobili sprovviste di gomme appoggiate su pile di mattoni. Un carico di quattro pneumatici poteva fruttare sul mercato dell’usato anche 200 euro, ma il lavoro era lungo e rischioso e gli pneumatici molto ingombranti.

L’ultima moda che sta spopolando in Italia in fatto di microdelinquenza è il furto di marmitte catalitiche.
Dalla Sicilia alle Marche, dalla Campania alla Liguria, passando per Lazio e Toscana, è un susseguirsi di denunce di automobilisti che si sono ritrovati senza marmitta.

In pochi minuti provocano al mezzo grandi danni, strappando via un piccolo tubo di metallo rivenduto poi al mercato nero, il cui valore può arrivare presso il ricettatore anche a 100 euro.
Le marmitte, infatti, contengono tre metalli preziosi: il palladio, il platino e il rodio. In ogni marmitta, a seconda dei modelli di auto, se ne trovano poche tracce, da 1,5 a 3 grammi di platino, appena 0,6 grammi di palladio e 0,02 grammi di rodio. Ma è il prezzo di questi metalli che fa la differenza. Il rodio costa 400 euro al grammo, il palladio tra i 65 e gli 80 euro al grammo, il platino invece 30 euro al grammo.

Aumentano i furti e gli arresti anche a Napoli.
L’ultimo caso la scorsa notte, a Fuorigrotta. Due persone con una Fiat Panda stavano rubando la marmitta di un’auto in sosta, una Smart. Uno dei ladri riesce a fuggire mentre l’altro viene bloccato dai militari.

Si tratta di una piaga sempre più diffusa, e le testimonianze delle persone che si ritrovano l’automobile vandalizzata non si contano più.

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