Home Cultura Laceno D’Oro, il piccolo “miracolo” del neorealismo che continua

Laceno D’Oro, il piccolo “miracolo” del neorealismo che continua

di Daniela Battaglia

Avellino – abbiamo avuto l’opportunità di assistere a un piccolo angolo del festival Laceno d’oro – festival del cinema neorealistico. Il Festival va avanti da anni prendendo il nome dalla località del Laceno, frazione di bagnoli dove si svolsero le prime edizioni. Il festival quest’anno si è diviso in varie località di Avellino: Multisala Partenio, Movieplex, circolo Avionica, libreria L’Angolo delle Storie e il cinema Eliseo. Entrando all’interno dell’Eliseo, gentilmente invitati da Paolo Speranza, ci siamo trovati all’interno di una struttura interamente ristruttura con linee moderne e una sala spettacoli all’avanguardia.

Foto Scattate all’interno della nuova struttura dell’Eliseo.

Abbiamo avuto l’opportunità di assistere a una mostra dal titolo “Oui, Godard- immagini e documenti su un genio del cinema e sulla nouvelle Vague” a cura di CinemaSud e Archivio ArCCo.

Nella Gallery alcuni estratti dalla mostra Oui, Godard- immagini e documenti su un genio del cinema e sulla nouvelle Vague”.

Dopo aver visitato la nuova struttura e osservato gli ingrandimenti di foto e scene di film della Nouvelle Vague, abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Paolo Speranza di CinemaSud per entrare nel vivo della mostra e capire come si vuole ridar vita al Cinema Eliseo.

Che cos’è Laceno d’oro?

“Laceno d’oro iniziò nel 49 con Pier Paolo Pasolini che diede il sugello a questo festival che si svolgeva tra Bagnoli Irpino e Avellino. Durò fino al 88 quando i fondatori decisero che ormai il festival aveva fatto il suo tempo. Dopo un periodo di pausa il festival è stato ripreso e articolato in più giornate. Adesso è il festival più longevo della Campania e del sud.”.

Perché questa mostra?

 “La mostra che abbiamo organizzato al Cinema Eliseo è stata fatta con l’auspicio di poterla riproporre in futuro. È dedicata al regista Jean-Luc Godard, uno dei più grandi registi del cinema mondiale, da poco scomparso e alla Nouvelle Vague. Nella mostra si possono trovare ingrandimenti di foto, di scene e altri materiali tratti dai film della Nuovelle Vague e da documenti e riviste originali dell’archivio di CinemaSud. Questa è una piccola mostra ma è la prima fatta su Godard in Italia dopo la sua scomparsa.”.

Come mai la mostra è stata fatta all’Eliseo?

“Perché il Laceno d’oro, con la quale CinemaSud collabora, ha voluto un presidio in questa struttura per gli avellinesi e irpini che sperano di poterla vedere riaperta e pienamente funzionante. Quindi è stato un segnale con il sindaco e il vicesindaco presenti nel giorno dell’inaugurazione. Ovviamente c’è ancora molto da fare in termini di vigilanza, sicurezza e organizzazione ma l’importante era dare un segnale. Il 9 e il 10 dicembre ci sarà anche uno spettacolo teatrale organizzato da una compagnia con attori irpini. Ci sono tanti piccoli segnali di movimento, il lavoro è ancora lungo ma almeno qualche passo è stato fatto.”.

L’Eliseo è stato aperto ufficialmente al pubblico o ancora no?

“Diciamo che circa un mese fa, in occasione del premio Ettore Scola, organizzato dal comune, c’è stata una sorta di riapertura ufficiale anche se momentanea. In realtà la struttura è aperta da anni ma non è stata mai utilizzata. Noi nel novembre 2018 riuscimmo a far aprire la biblioteca e intitolarla a un irpino che era stato un poeta e sceneggiatore. Questa biblioteca adesso inizia a prendere vita e forma. Nei prossimi giorni ci saranno donazioni e noi speriamo di renderla al più presto fruibile per gli studenti e per la città. Quindi sono tanti piccoli tasselli. Il mosaico è complesso ma si inizia a vedere almeno qualche spiraglio di luce.”.

Quale è il fine della mostra?

“Siamo di fronte una piccola mostra che da risalto all’artista e a una struttura lasciata abbandonata a sé stessa per tanti anni. Una struttura che è stata rinnovata e sono felice del fatto che adesso le persone possono entrare per vederla e visitarla. La sala per gli spettacoli realizzata è unica, con una capienza di 300 posti. La sala è stata concepita soprattutto per il cinema, ma potrebbe ospitare spettacoli teatrali e musicali, così da permettere un autofinanziamento della struttura.”.

Tanti piccoli passi con cui speriamo si possa dar risalto al cinema e alle iniziative che lo accompagnano, soprattutto se queste mirano anche a infondere nuova vita in luoghi storici di un Avellino per tanti anni dimenticata.

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