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Demografia. In val Miscano è Castelfranco il migliore

di Angelo Corvino

Seguono Grotta, Ariano e Montecalvo ma lo spopolamento morde

In giallo i Comuni della provincia di Benevento – In verde quelli della provicia di Avellino

Abbiamo preso come riferimento i dati demografici in valle del Miscano a scavalco tra le Province di Avellino e Benevento nella zona nord della Provincia di Avellino, una delle aree più in ritardo socioeconomico in Regione Campania quindi in Italia ed in UE, e li abbiamo messi a confronto con quelli regionali e nazionali. Abbiamo inserito alcuni piccoli Comuni della Provincia di Benevento che appaiono geograficamente lontani dagli altri centri della loro stessa provincia ed invece potrebbero essere inseriti in un sottosistema abitativo aggregato con i Comuni della Provincia di Avellino. In modo da creare un’aggregazione numericamente interessante e sostenibile sul piano dei servizi e dei trasporti.

Dati 2019

Demografia. Castelfranco è l’unico comune con saldo positivo

Sorprendentemente Castelfranco in Miscano (Bn), il comune più a nord dell’area, ed anche il più alto sul livello del mare, quasi 900 metri, risulta essere quello più performante, addiritura con un saldo positivo tra nati e morti, tra i primi in Italia. Seguito, con un saldo già in negativo, da Grottaminarda (-5), Ariano Irpino (-6,3 abitanti) e Montecalvo che ne perde 8,2. Il quadro diventa devastante a Montaguto e Greci dove siamo su una perdita superiore alle 32 unità.

Demografia. Cosa succede in provincia di Avellino ed in Italia

La Provincia di Avellino è passata da 4.262 nati nel 1999 a 2.775 del 2019. Un saldo in negativo di 1.487 unità in vent’anni. Il 2008 è stato l’anno dal quale l’andamento è diventato esclusivamente negativo, ogni anno è minore di quello precedente. Stiamo parlando, considerando 20 alunni per classe, di circa 75 classi della scuola elementare. Numeri da far gelare il sangue nelle vene, un andamento statistico che lascia poche interpretazioni: ci sono alcune zone della Provincia di Avellino che sono, non a rischio ma in consolidato spopolamento se ai dati sulle nascite vengono aggiunti quelli sull’emigrazione. Una situazione a macchia di leopardo nella geografia della Provincia. Ci sono alcune zone che tengono di più, altre che sono in caduta libera.

Per avere un quadro completo abbiamo cercato anche i dati delle altre realtà abitative italiane, a partire dai capoluoghi di provincia campani per poi proseguire con le metropoli.

Nel contesto nazionale le aree metropolitane sono quelle che perdono meno ma sono comunque in in negativo. La “migliore” è Napoli che nel saldo tra nati e deceduti perde “solo” 2,1 abitanti ogni mille abitanti.

A Montecalvo Irpino, nel 2019, secondo il criterio delle dichiarazioni dei redditi, il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 65 anni è del 46,71% , più di 15 punti sotto la media nazionale.

I dati sugli occupati ed il reddito

Secondo i dati Istat riferiti al 2011 in provincia di Avellino sono occupati il 50,5% dei maschi ed il 32.4% delle donne che hanno tra 15 e 65 anni, per una media del 41.3%. Il tasso nazionale di occupati è del 61,8%.

I primi dati che saltano agli occhi sono quindi: la disoccupazione cronica, la sottoccupazione, la disoccupazione giovanile e la disoccupazione femminile. Il dato percentuale dell’occupazione è in miglioramento, nel 2011 era del 43,2%, nel 1991 del 46,3%. L’apparente miglioramento è però influenzato dall’emigrazione. E’ palese che la percentuale aumenta se diminuiscono i disoccupati, resta da stabilire quanti di questi abbiano trovato lavoro a Montecalvo e quanti siano emigrati. Ovviamente, salvo alcuni casi, ad emigrare sono i disoccupati in cerca di reddito. Raramente emigrano gli occupati a tempo pieno o i pensionati.

Prendendo a riferimento in UE il dato Danese il confronto è implacabile. Parlando di occupazione, in Danimarca, il 74% delle persone di età compresa tra 15 e 64 anni ha un lavoro retribuito, una percentuale, questa, superiore rispetto al tasso medio di occupazione OCSE, pari al 66%. Il 77% circa degli uomini ha un lavoro retribuito, rispetto al 71% delle donne.

Tornando ai dati locali, a Montecalvo per essere in linea con i dati nazionali occorrerebbe creare 337 posti di lavoro che andrebbero ripartiti, a seconda della disoccupazione per scolarizzazione.

Anche sul piano del reddito procapite i dati sono allarmanti anche se nella realtà “mitigati” da abitudini e condizioni locali. Il reddito medio è di 7.818 euro per ogni abitante che diventano circa 15.000 euro in media per quelli che possiedono un reddito (occupati + pensionati). Il reddito medio nazionale è di 27.000 euro mentre quello europeo è di circa 22.000 euro. In pratica il reddito medio delle aree sottosviluppate italiane è simile a quello dei Paesi dell’est ultimi entrati in UE ma non con le stesse condizioni di contesto.

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